Il rifiuto dei vaccini è tra le più gravi minacce alla salute globale

Gli esperti dell’Oms hanno redatto la nuova lista dei principali nemici della salute globale. Tra questi, oltre all’inquinamento, all’influenza e a ebola ci sono il rifiuto delle vaccinazioni e l’antibiotico resistenza

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha aggiornato l’elenco delle principali minacce alla salute globale. E tra cambiamento climatico e inquinamento, ebola e hiv, c’è anche il rifiuto nei confronti delle vaccinazioni. Secondo l’Oms, infatti, “La vaccine hesitancy – cioè la riluttanza o il rifiuto a vaccinare nonostante la disponibilità di vaccini – rischia di invertire i progressi compiuti nella lotta contro le malattieprevenibili con il vaccino”.

“La vaccinazione”, si legge sul sito dell’Organizzazione, “è uno dei modi più economici per evitare certe malattie: attualmente impedisce 2-3 milioni di morti all’anno e 1,5 milioni potrebbero essere evitati se la copertura vaccinale globale migliorasse”.

I rischi per gli esperti dell’Oms sono molto seri. Basta guardare alle infezioni di morbillo, che nel mondo sono aumentate del 30%. Un dato che non è completamente imputabile alla riluttanza alla vaccinazione (intervengono anche altri fattori), ma è significativo il fatto che la malattia abbia ripreso vigore anche in quei Paesi vicini alla sua eliminazione.

Le motivazioni del rifiuto dei vaccini si inseriscono in quadri complessi e talvolta sono difficili da comprendere (e a maggior ragione da sradicare), e vanno dall’indifferenza alla difficoltà di accesso ai servizi vaccinali, allamancanza di fiducia nei confronti della comunità medica e dei decisori politici. Tuttavia gli operatori sanitari rimangono il primo interlocutore dei cittadini, per questo l’Oms raccomanda che vengano adeguatamente formati e sostenuti nelle loro attività quotidiane di informazione, mediazione e consulenza.

Per quanto riguarda appunto le malattie prevenibili tramite vaccini, obiettivi dell’Oms del 2019 saranno aumentare gli sforzi per eliminare il cancro della cervice uterina espandendo la copertura del vaccino anti-hpv. Mentre sembra essere a un passo il completo stop alla circolazione del virus della poliomielite in Afghanistan e Pakistan, dove l’anno scorso sono stati segnalati meno di 30 casi.

La riluttanza ai vaccini, comunque, è solo una delle principali minacce alla salute mondiale. Il primo posto della lista del 2019 se lo aggiudica linquinamento atmosferico a braccetto con il cambiamento climatico: 9 persone su 10 secondo l’Oms respirano ogni giorno aria satura di inquinanti microscopici che entrano nei sistemi respiratorio e circolatorio e danneggiano polmoni, cuore e cervello – per una stima di 7 milioni di decessi l’anno.

Seguono le cosiddette malattie non trasmissibili, come il diabete, il cancro e le malattie cardiache, responsabili della morte di 41 milioni di persone ogni anno (il 70% di tutti i decessi), di cui 15 milioni scomparse prematuramente tra i 30 e i 69 anni.

Il 2019, poi, potrebbe essere scenario di una nuova pandemia influenzale, anche se è impossibile prevedere quando esattamente potrebbe scatenarsi e quanto grave potrebbe essere.

Anche vivere in Paesi in perenne crisi è annoverato tra i pericoli per la salute mondiale: conflitti, carestie e siccità si accompagnano a unindebolimento delle strutture e dell’assistenza sanitarie, che diventano di sempre più difficile accesso.

Si riconferma nella lista delle minacce anche la resistenza agli antibiotici, un fenomeno che sta rischiando di compromettere le pratiche chirurgiche così come i trattamenti antitumorali, perché i clinici non saranno più in grado di prevenire o fermare anche le infezioni più banali.

Non stupisce la presenza nell’elenco di ebola, di cui nel 2018 si sono verificate ben 2 epidemie separate in Congo che hanno coinvolto ciascuna più di 1 milione di persone, e dengue, che si stima minacci il 40% dei Paesi del mondo.

Nonostante gli enormi progressi nel porre argine all’infezione e nel controllo della malattia, l’hiv continua a preoccupare gli esperti dell’Oms. “L’epidemia– scrivono – continua a imperversare e quasi un milione di persone ogni anno muoiono di hiv/Aids. Dall’inizio dell’epidemia, oltre 70 milioni di persone hanno contratto l’infezione e circa 35 milioni di persone sono morte. Oggi, circa 37 milioni di persone nel mondo vivono con l’hiv”.

Wired.it,  Mara Magistroni, 16.1.2019