Pianificazione ospedaliera, accolti i ricorsi delle cliniche Moncucco e Santa Chiara

Inoltrato nel 2016 è stato accettato dal Tribunale Amministrativo federale. «Commissione e Gran Consiglio dovranno nuovamente chinarsi sul tema»

I ricorsi inoltrati nel 2016 dalla Clinica Moncucco e dalla Clinica Santa Chiara contro la pianificazione ospedaliera sono stati accettati. A renderlo noto sono il DSS e la stessa clinica luganese. Quest’ultima, assieme alla Santa Chiara, si era da subito mostrata contraria alla pianificazione adottata nel dicembre 2015 dal Gran Consiglio ticinese.

La decisione del Tribunale Amministrativo federale, quindi, viene accolta di buon grado «perché conferma i dubbi e le riserve sollevate nel ricorso», sottolinea la Clinica Moncucco augurandosi che la decisione odierna, «motivata in una sentenza di una cinquantina di pagine, possa servire da linea direttrice per la Commissione della pianificazione ospedaliera e per il Gran Consiglio ticinese che dovranno nuovamente chinarsi sul tema della pianificazione ospedaliera».

La pianificazione – Definita in precedenza da un decreto legislativo del 29 novembre 2005, la pianificazione ospedaliera cantonale è stata rivista con un lungo iter procedurale iniziato nel 2011 e terminato il 15 dicembre 2015 con l’approvazione da parte del Gran Consiglio del nuovo elenco degli istituti autorizzati a esercitare a carico della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal).

Le sentenze – Le sentenze pervenute oggi permettono almeno in parte di chiarire aspetti procedurali, metodologie di analisi e limiti ammissibili negli interventi pianificatori delle autorità cantonali.

Dalle sentenze emerge che le decisioni sulle attribuzioni dei mandati non possono basarsi su «considerazioni estranee alla determinazione oggettiva del fabbisogno, al confronto dell’economicità e alla verifica dei requisiti di qualità. Le stesse devono inoltre essere supportate da elementi tecnici trasparenti, su cui le strutture interessate abbiano avuto la possibilità di prendere posizione».

Sono ad esempio state criticate «l’attribuzione preferenziale dei mandati agli ospedali pubblici o la possibilità data agli istituti di adempiere ai requisiti richiesti per i singoli mandati entro un congruo lasso di tempo dall’ottenimento degli stessi».

Si evidenzia del resto che alcuni elementi sottolineati dalla Corte (ad esempio la statistica dei trattamenti per gruppi di prestazioni o la metodologia per analizzare e confrontare i costi per caso) non erano invero ancora consolidati al momento dell’ultimo esercizio pianificatorio, ma sono stati sviluppati successivamente, anche a livello giurisprudenziale.

Il Cantone, prendendo atto di queste sentenze, si dice pronto a «rivalutare il complesso iter procedurale e le relative competenze nonché per iniziare al più presto il nuovo esercizio pianificatorio, comunque previsto, secondo le indicazioni del Tribunale».

Tio.ch, D.M., 1.3.2019