Statine e cancro al seno: nuove conferme dell’effetto anti-metastasi

Uno studio, condotto su topi, supporta l’effetto dei farmaci anti-colesterolo osservato in alcuni gruppi di pazienti. Lo studio sul British Journal of Cancer

Le statine, i noti farmaci anticolesterolo, ampiamente utilizzati per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, potrebbero rivelarsi utili anche per abbassare il rischio di metastasi nelle donne con tumore al seno e, quindi, di mortalità per questa malattia. A dirlo è uno studio condotto dell’Università di Pittsburgh, pubblicato sul British Journal of Cancer.

LO STUDIO

Già in passato erano stati osservati rallentamenti nell’insorgenza di metastasi in pazienti che assumevano le statine, suggerendo una probabile cooperazione di quest’ultime con i farmaci chemioterapici. I ricercatori hanno voluto dunque esaminare l’efficacia delle statine in linee cellulari di metastasi del cancro al seno e in due modelli di topi con metastasi del carcinoma mammario nel polmone e nel fegato, rispettivamente.

Nelle colture cellulari hanno osservato che le statine, in particolare l’atorvastatina, influenza direttamente la proliferazione delle cellule del cancro al seno, specialmente nel sito metastatico, e bloccano l’emersione stimolata di cellule del tumore al seno “dormienti”. Nei topi, inoltre, l’atorvastatina ha ridotto significativamente la crescita delle cellule tumorali metastatiche, sebbene non di quelle del tumore primario.

L’IPOTESI: STATINE COME FARMACI ADIUVANTI?

Il nuovo studio, quindi, conferma quanto era già stato osservato, portando nuovi dati a sostegno dell’ipotesi di utilizzare le statine come farmaci adiuvanti a lungo termine per il cancro al seno. Tuttavia, rimane per ora irrisolta la spiegazione del meccanismo biologico di questo effetto benefico sulle metastasi, senza alterare lo sviluppo del tumore primario.

La Repubblica, Giulia Toniutti, 14.11.2018